Un inizio per ricominciare sempre!

   Ci sono persone, che hanno ricevuto la grazia di trovarsi a vivere fin da giovanissimi in un ambiente particolarmente“pulito”, come santa Teresa del Bambino Gesù o san Domenico Savio; oppure di sentirsi fortemente chiamati a realizzare “il regno di Dio” nonostante la loro quotidianità in un mondo alquanto inquinato, come san Luigi Gonzaga o san Giovanni Bosco. Ma la maggior parte delle persone, santi compresi, si sono perfezionate per gradi e tutte iniziando da un preciso momento della loro vita (v. san Paolo, san Francesco, san Camillo de Lellis, santa Maria Maddalena, santa Edith Stein…).
Penso che Gesù, quando fu invitato a pranzo nella casa del fariseo, raccontò la storia di quel tale – che aveva due debitori, uno per cinquanta denari e l’altro per cinquecento, e che infine condonò il debito ad entrambi – proprio per farci comprendere che risulta del tutto normale per colui, al quale viene condonato un grande debito, essere “maggiormente riconoscente”; e, pertanto, magari intraprendere poi anche un’attivissima condotta in quella nuova vita in cui ciò che soprattutto conta è il vero amore.
Ma non per questo si riesce con immediatezza a liberarsi sia dal peso delle cattive inclinazioni, oltretutto ben radicatesi attraverso anni di errori, e sia dalle storture del carattere: vedi pure le perplessità e persino un residuo di conformismo semita in san Pietro, oltre alle numerose diatribe nella Chiesa agli inizi del cristianesimo.
E, in tutto ciò, possiamo allora ben intravedere un’autentica “scala santa”; i cui gradini più difficili da superare non sono formati dalle lusinghe o dalle cattiverie del mondo, bensì proprio dagli handicap interni a noi stessi, compreso il ricorrente ricordo delle nostre trasgressioni.
Però – anche qui – “l’amore riconoscente” agisce ogni volta con forza, tramite l’offerta immediata della sofferenza di tali ricordi; e permettendoci, così, di continuare a salire. Ed inoltre – per quanto riguarda il peso quotidiano dei nostri difetti – si tratta di non lasciarsi schiacciare; ma di ricominciare sempre, cercando nel contempo di smussarli con umiltà e con rinnovato slancio di ancor maggiore amore…
“Simone, figlio di Giovanni, mi ami davvero?”. Pietro fu addolorato che Gesù gli dicesse per la terza volta: “Mi ami?”. Rispose: “Signore, tu sai tutto. Tu sai che io ti amo” (Giovanni 21, 17). E questa volta – in quel uomo impulsivo e irruente – tale sofferta dichiarazione di amore fu, appunto, senza alcun dubbio superiore a quelle precedenti; poiché, pur se ormai ben consapevole dei propri limiti e miserie, ciò nonostante Pietro trovò ancora la forza per rinnovare la sua fedeltà alla sequela del Messia. E fu proprio dal quel colloquio che egli iniziò davvero a ricominciare sempre… Quanto maggiori possano allora essere le miserie condonate – ma anche, dunque, da superare – tanto maggiore potrà pure risultare l’incremento dello slancio d’amore.
E ora mi viene, infine, da pensare ad un’antica usanza degli indiani del Far West: raccoglievano lo sterco dei bisonti per farne combustibile; e quanto più grande era il mucchio dello sterco, tanta più luce e maggior calore potevano essere irradiati!

                                           Paolo Morandi
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7 thoughts on “Un inizio per ricominciare sempre!

  1. E’ vero che la Fede passa attraverso un cammino, un percorso; ma di cosa si tratta esattamente?… Questo scritto ci fa scorgere una verità importante e cioè che la Fede risulta ancora più indispensabile per gli impuri che per i puri.
    Il passaggio nel tempo dell’Eternità è il cammino, il percorso, altrimenti si è catari; cioè settari intolleranti, duri, paladini di “imago dell’uomo” invece che dell’Imago Dei, che soprattutto ci richiede l’umile riconoscimento di “una semplice somiglianza”.

    • Ancor più della fede risultano quanto mai efficaci i “sofferti slanci d’amore” provenienti, appunto, dalle nostre stesse miserie!
      E’ sempre, infatti, tramite la carità che possiamo anche giungere persino alla perfezione dell’imago Dei.

      • E’ vero ,Paolo, come diceva S. Tommaso D’ Aquino, la Carità è la forma delle virtù e,come diceva lo scienziato e filosofo francese Blaise Pascal, gli slanci d’ Amore verso il Dio nascosto derivano dal riconoscimento delle nostre miserie; però senza la Fede e senza il presentimento di ciò che, per Grazia, alla fine del nostro vivere noi saremo, questo slancio non è possibile ; la recita del “ Credo” è già slancio d’ Amore perché è riconoscimento che il Dio Trino in Cristo ci ha amati, nella sua Chiesa Cattolica per primo e da sempre nell’ Eterno seno del Padre!

  2. La fede è un dono; ma sta a noi poterla aumentare o ridurre, fino anche a perderla del tutto…
    E ciò che la rende di fatto possibile sono gli slanci di concreto amore; infatti: “Dio considera giusto un uomo in base alle opere e non soltanto in base alla fede” (Giacomo 2, 24).
    Pertanto, puoi riuscire ad avere degli slanci di amore – per sola volontà di amare – anche se la fede vacillasse o ti trovassi ad attraversare “una valle oscura“.

    • E’ vero, Paolo, la Fede la si può anche perdere e di ciò ne era ben conscio Blaise Pascal che, essendo chiuso in una fede tragica, volle scrivere il suo memoriale di esperienza religiosa su una pergamena che – si badi – teneva ben cucita e nascosta all’interno del corpetto indossato fino alla sua morte e ciò perché temeva i suoi momenti di dubbio, angoscia; del resto il famoso filosofo cattolico Jean Guitton diceva non solo che è difficile “far discendere ed incarnare una verità in un’ esistenza, far passare un’idea in un subcosciente“, ma anche che la stessa Fede – senza la devozione “corre il rischio di inaridirsi nelle mani”!
      Oggi il rischio maggiore è una Fede che essendo senza devozioni, amore e pratiche di pietà, non arrivi ad incarnarsi nella nostra corporeità che, di fatto è l’unica via possibile per impregnare la nostra vita etica, sociale, politica, istituzionale e di civiltà. Per questo ritengo che il tema “corporeità e preghiera“ da te affrontato su un libro da te pubblicato si opponga a questo aspetto tragico della Fede.

      • Molto interessante l’aneddoto a proposito di Blaise Pascal: mi fa venire in mente il periodo di scrupoli attraversato da santa Teresa del Bambino Gesù, come pure la pressoché “perenne notte” di molti santi.
        Tutto ciò sta ancor più a dimostrare sia la nostra comune fragilità umana quanto la possibilità di poterla sempre, comunque e appunto, superare tramite la volontà di amare.
        Grazie per il prezioso contributo della tua risposta!

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