Termovalorizzatori viventi

     Penso che nessuno possa mettere in dubbio d’essere più o meno “inquinato”; come, del resto, lo è pure l’ambiente in cui tutti ormai ci troviamo a trascorrere la nostra esistenza terrena. Ma esiste una profonda differenza tra l’inquinamento umano e quello ambientale; poiché, per quanto riguarda la persona, risulta evidente il doversi essenzialmente riferire alla situazione dello spirito e della mente.
Assai significativo, a tal proposito, uno studio psichiatrico effettuato nell’ultimo decennio del secolo scorso su 175.000 abitanti di New York: s’era potuto accertare che ben l’81% delle persone visitate risultava afflitto da sintomi di pazzia più o meno gravi… E ciò, per quanto con alcune varianti, può essere ovviamente preso in considerazione pure per tutto il cosiddetto “mondo occidentale”; noi stessi, quindi, compresi. Inoltre non mi consta che tale situazione sia migliorata in questi ultimi anni, anzi!
Vi sono, però, delle persone, che – avendo scelto di “stare sempre in Dio” – ottengono quale effetto, primario ed immediato, quello di poter bruciare sia le loro miserie che quelle altrui: “Perché, come dice la Bibbia, il nostro Dio è un fuoco che divora” (Ebrei 12, 29). E nel contempo, quindi, di norma avvertono anche una maggiore sensibilità nei confronti delle proprie tentazioni o prove: è il “dolore delle fiamme” purificatrici, dalle quali il Signore lascia che tali persone siano di sovente avvolte; e ciò proprio per renderle sempre “più simili a Lui” e poter così, infine, inondarle pure di autentica gioia.
Sempre ancora nella Bibbia possiamo, appunto, trovare scritto: “Figlio mio, se vuoi servire il Signore, preparati alla prova” (Siracide 2, 1);… però anche: “Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore” (Salmi 37, 4). E potete infatti dirmi il nome di qualche santo, che non abbia provato – assieme alle inevitabili ed anche grandi sofferenze – pure frequenti periodi, pressoché ininterrotti, di autentica e profonda gioia?
Persone, dunque, che di fatto risultano essere non solo degli “inceneritori”, ma pure dei veri e propri “termovalorizzatori”; poiché “quel Fuoco”, che dissolve ogni miseria, riesce pure a produrre “luce e calore” sia per se stesse che per un qualunque altro essere umano (tanto più considerando la realtà del Corpo Mistico).
E a tal proposito, ecco anche una breve testimonianza trovata scritta su un pezzo di carta stracciato, vicino al corpo agonizzante di un bambino nel campo di concentramento di Ravensbruck: “Signore, non ricordarti soltanto degli uomini di buona volontà, ma anche di quelli cattivi. Però non per guardare a tutte le sofferenze, che ci hanno fatto patire; ma per ricordarti delle cose buone, che quelle sofferenze hanno fatto nascere in noi. E quando quegli uomini verranno al giudizio finale, lascia – pertanto – che i buoni frutti, che da noi sono nati, siano il loro perdono”.

                                              

Paolo Morandi

 

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