Vivere in Dio

Noi possiamo considerarci come un bicchiere pieno d’acqua; e ogni nostra difficoltà, interna o esterna a noi stessi, può essere considerata come un pugno di cenere.
Ora dunque ben si sa che, gettando la cenere nel  bicchiere, l’acqua diviene torbida e sporca… Ed è proprio così, infatti, che succede quando rimaniamo rinchiusi in noi stessi: tutti intenti nell’osservare le nostre disgrazie e nell’arrabattarci per cercare di uscirne al più presto.
Ma se invece considerassimo di continuo anche la presenza dell’Onnipotente
– paragonandola a quella di un oceano e lì vi gettassimo il pugno di cenere – potremmo ben constatare come l’acqua rimarrebbe sempre limpida, poiché la cenere subito si dileguerebbe.
Ecco perché già il primo papa provvide ad esortarci in tal senso, dicendo: “Gettate in Lui ogni vostra preoccupazione” (I Pietro 5, 7).
E san Paolo – inoltre – pensò bene a rincararne il concetto, tramite una frase rimasta assai nota, a esempio ed augurio per ognuno di noi: “Non sono più io, che vivo; ma è Cristo, che vive in me “ (Galati 2, 20).

Paolo Morandi

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5 thoughts on “Vivere in Dio

  1. Gesù, inoltre, afferma: “Rimanete in me, come io rimango in voi; questo vi dico, perchè la vostra gioia sia piena” (dal Vangelo di Giovanni).
    Infatti, come anche ha detto Papa Francesco sabato in Piazza San Pietro davanti alle Comunità italiane laiche cattoliche: “Non acclamate me, ma Gesù!”. Ecco il segreto della nostra felicità e il motivo per il quale il mondo contemporaneo – che vuol far a meno di Dio – giunge a gesti estremi e sconsiderati, specialmente rivolti ai più deboli. Vittime innocenti di persone, a loro volta vittime dell’indifferenza e che hanno perso ogni speranza, anche perché i veri testimoni della fede mancano o non brillano abbastanza di luce salvifica: molti, infatti, sono “cristiani da salotto” e non missionari di evangelizzazione. Il pieno di Dio, il vivere in Lui, è – proprio ed invece – la testimonianza viva e autentica.
    Salutissimi.

  2. Caro Paolo, in effetti la tua riflessione è una delle chiavi di volta della fede. Anche i discepoli di Gesù si sono preoccupati mille volte degli eventi, che si verificavano attorno a Gesù. Ma Lui ha usato sempre queste poche e sintetiche parole: “Non temete!”.
    La fede, in fondo, è questa: fiducia in Cristo. E la sperimentiamo e la rafforziamo anche quando temiamo che la barca, di fronte alla tempesta, affondi. La nostra vita è un continuo temere ed imparare a fidarsi. E’ un salire e scendere per poi risalire. Un grande abbraccio, Maurizio

  3. Approfitto per aggiungere un altro commento. Condivido molto quello che scrive Patrice. Questa è un’epoca molto difficile, in cui spesso viene meno la speranza in noi e tra le persone che incontriamo quotidianamente. Siamo perciò chiamati ancor di più ad essere testimoni della fede, che brilla di luce salvifica nelle periferie esistenziali (come afferma Papa Francesco).
    Che Dio ci sostenga e ci dia la forza, oggi ancor di più.

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