Un mondo da esorcizzare

“Noi non dobbiamo lottare contro creature umane, ma contro spiriti maligni del mondo invisibile, contro autorità e potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso” (Efesini 6, 12).
Queste righe furono scritte da san Paolo circa duemila anni or sono, ma tutto ciò che è “Parola di Dio” sfugge sempre agli schemi del tempo; e al giorno d’oggi – per di più – tali righe stanno a stigmatizzare una realtà davvero evidente, tangibile.
Eppure se ne parla assai poco, anche tra sacerdoti e religiosi. Raramente, ad esempio, mi è stato detto in confessione: “Questi sono pensieri suggeriti dal diavolo; perciò non ci badi, non si lasci influenzare né turbare, sorvoli”…
Etimologicamente, diavolo vuol dire “colui che divide” e iniziando sempre dalla singola persona; dando il via, cioè, col separarla da Dio, ad una immancabile dissociazione nell’intimo della persona stessa.
Il maligno – in pratica – approfittando della nostra natura inquinata, instancabilmente stimola i nostri sette vizi capitali (in chiunque sempre latenti) con l’intento di farne crescere e ampliare per quanto possibile ogni effetto disgregatore.
E l’individuo, normalmente, si sente dapprima sospinto a fare anche ciò che non vuole; poi, se cede – frastornato dai molteplici, subdoli e pressanti, miraggi di ottimali appagamenti – può persino arrivare a legittimare ogni sua ormai abituale trasgressione; fenomeno non certo raro in questi ultimi decenni…
Ed ecco che quando il demonio riesce a squilibrare in tale modo, l’iniziale frazionamento all’interno della persona è divenuto ormai permanente e allora sempre “trabocca”, investendo coloro che le stanno attorno: quante famiglie attualmente divise, infatti, e quante incomprensioni, ingiustizie, squilibri di ogni sorta nell’odierno contesto sociale delle singole nazioni come pure a livello mondiale!
Viviamo in tempi di indubbio “caos globalizzante”, di progressivo abbandono delle salutari pratiche religiose, di presunzione della risoluzione di ogni problema con l’esclusivo ricorso alla sapienza umana. Dio viene da molti volutamente emarginato e il demonio considerato un’entità medioevale, sorpassata, ininfluente, senza accorgersi che l’influsso satanico può così invece diffondersi pressoché indisturbato e quindi con sempre maggior virulenza.
Non pochi, per di più, ricorrono a maghi e cartomanti o all’ausilio di filosofie e sette di ogni genere; ed è ovvio che, in tal modo, ogni situazione negativa peggiori ulteriormente.
Ma l’antidoto c’è ed è quello di sempre, la preghiera! Basta convincersene e metterla in pratica: la santa Messa, la regolare frequenza alla confessione (che ogni volta equivale pure ad un vero e proprio esorcismo), il Rosario, la disponibilità al perdono, l’offerta della propria croce quotidiana…
Anche se il maligno – allora – specie in questi ultimi tempi agisce con insolita veemenza, continuiamo a tenere ancora più doverosamente presente l’efficacissima capacità di opposizione della quale il Signore provvede sempre a dotare ognuno di noi; purché ci possa appunto trovare costantemente impegnati a comportarci da veri “figli di Dio” (v. I Giovanni 3, 9-10).

Paolo Morandi

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4 thoughts on “Un mondo da esorcizzare

  1. E’ I L T E M P I O D I D I O

    “Ogni persona è il tempio di Dio. Soltanto il maligno può deturparne la bellezza,
    può trasformarlo in luogo di desolazione.
    Possa risplendere la luce in ogni cuore; che entri lo splendore della verità;
    s’illumini ogni angolo nascosto e ci trasformi nel tempio della Gioia”.

    Caro Paolo circa 20 giorni fa scrissi questa poesia. La nostra lotta è questa. Chiudere le porte al maligno e aprirsi alla bellezza di Dio. Salire scendere risalire. E’ come una tappa di montagna del Giro d’Italia, non dimenticando che la nostra vita è fatta anche di molti momenti di pianura.
    Un abbraccio

  2. Ciao Paolo, quoto il tuo paragrafo perché è esattamente quello che penso anch’io: “Ma l’antidoto c’è ed è quello di sempre, la preghiera! Basta convincersene e metterla in pratica: la santa Messa, la regolare frequenza alla confessione (che ogni volta equivale pure ad un vero e proprio esorcismo), il Rosario, la disponibilità al perdono, l’offerta della propria croce quotidiana…”
    Ti scrivo un paragrafo dell’Ufficio delle letture di oggi che ho trovato molto di conforto:
    “La sapienza di questo mondo sta nel coprire con astuzia i propri sentimenti, nel velare il pensiero con le parole, nel mostrare vero il falso e falso il vero. Al contrario, la sapienza del giusto sta nel fuggire ogni finzione, nel manifestare con le parole il proprio pensiero, nell’amare il bene così com’è, nell’evitare la falsità, nel donare gratuitamente i propri beni. nel sopportare più volentieri il male che farlo, nel non cercare di vendicarsi delle ingiurie, nel ritenere un guadagno l’offesa subita a causa della verità”.

  3. Hai toccato, Paolo, un argomento su cui l’attuale Papa Francesco parla spesso come un essere che toglie la speranza; il diavolo è “colui che divide”, ma concretamente nel panorama culturale come si manifesta? Io credo che questa creatura, che non ha accettato il suo esserci come dono di Dio, si manifesti come asservimento dell’uomo: questo è il segno “clinico“ a cui bisogna fare attenzione; l’uomo che perde la propria libertà interiore ed esteriore e la speranza stessa di essere liberato, è asservito, di fatto, al mondo delle necessità; la persona, che è fatta per essere in Cristo – bellezza, cioè uni-totalità, essere per l’altro con momenti di comunione – perde, invece, questo imput della Grazia e si lascia asservire interiormente al mondo delle materialità (denaro, droga, alcool, sesso sfrenato, etc.etc. ). Inoltre l’uomo si lascia asservire esteriormente anche dalla tecnologia e ciò che doveva liberarlo, cioè la scienza, di fatto l’imprigiona; infatti il mondo della bioetica lascia chiaramente intravedere certi segnali di asservimento (eutanasia, procreazione assistita che mette in secondo piano la dignità dell’embrione, non rispetto per la vita, offese varie alla dignità dei malati); perciò ogni pensiero oggettivante, ideologizzante – e che si oppone alla libertà, che Dio ci ha donato – rischia di portarci fuori dal mondo della “persona”; anche il mondo dell’economia deve essere liberato dall’asservimento. Il cristiano è contro le schiavitù di ogni tipo ed è un liberatore: questa è la sua vocazione.

  4. Condivido quanto dici, tutto vero e soprattutto oggi tra i giovani (più donne) c’è una carneficina spirituale, per alcuni motivi, che tu hai elencato e nessuno lo dice; vengono nascosti e in molti casi lasciati soli e il numero sta aumentando. Grazie a Dio, però, nei gruppi del Rinnovamento – guidati in alcuni casi da esorcisti o preti carismatici o anche laici – questi giovani trovano speranza di guarigione, e vengono assistiti 24 ore al giorno; poiché, lasciarli soli, potrebbe significare perderli per sempre… Caro Paolo, tutto va bene per difendersi da questo; ma l’arma più potente è, e rimane, l’umiltà…(v. padri del deserto).

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