7 ottobre – Madonna del Rosario

                  Il Rosario ancora oggi…                             

Negli anni Cinquanta del secolo scorso, durante le sere del mese di maggio, le chiese si riempivano immancabilmente di persone di ogni età per la recita del santo Rosario. Occorre, in verità, fare anche però presente che tali assemblee devozionali facevano allora pure parte di quelle rare occasioni per furtivi scambi di sorrisi – e magari, al termine della funzione, per qualche parola – tra non pochi giovanotti e signorine; mentre parecchi bambini si divertivano poi a rincorrersi, giocando con le pistole ad acqua e preferibilmente le loro coetanee. Il mondo, allora, “ruotava più lentamente”: la gente era assai più semplice, più povera, ma più educata e con meno pretese; più disposta ad affrontare fatiche e sacrifici ed inoltre più riconoscente, soprattutto verso Dio e la Madonna, ben consapevole com’era di essere sopravvissuta agli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale. Anche nel 1917 la mentalità dei più faceva accettare relativamente di buon grado la fatica quotidiana; ritenuta, appunto, indispensabile per il positivo conseguimento di un qualsiasi progetto. Pur se, però, anche allora – come, del resto, in ogni tempo – c’era sempre chi, potendo, volentieri optava per le soluzioni più comode e sbrigative. E, in tale contesto, aveva trovato la sua ragione d’essere anche il comportamento dei tre pastorelli di Fatima; i quali – proprio per rendere meno pesante il relativo faticoso impegno della quotidiana recita del Rosario – avevano argutamente optato per una originale “soluzione abbreviata”: “Ave Maria, ave Maria, ave Maria…”. Lucia, Francesco e Giacinta, il Rosario lo recitavano così (ossia, non per intero le “Ave Maria”); nella certezza che, pure in tale modo, le loro preghiere avrebbero comunque raggiunto il Cielo. Ed infatti così fu, stando almeno a quanto in seguito successe… Poiché il Rosario è fondamentalmente un’espressione d’amore, una poesia o una specie di serenata indirizzata alla Madre celeste. Ripetere cinquanta volte le stesse parole, equivale dunque alla altrettanto monotona ripetizione – ma non, di certo, per questo sgradita – di ogni persona innamorata, quando al suo amore dice: “Ti amo!”.
Ed equivale anche al solito saluto, che rivolgevo a mia madre nell’uscire da casa o nel  rientrarvi; come pure alla parola Schatzi (piccolo tesoro) che lei, discorrendo, spesso mi rivolgeva quand’ero bambino.

Paolo Morandi
Da: La preghiera sia per voi la vita – ed. Youcanprint (v. in Google)

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2 thoughts on “7 ottobre – Madonna del Rosario

  1. Caro Paolo,
    quanto scritto è un bel poema in prosa dedicato alla Madonna del Rosario. Il Rosario è entrato nella mia vita quotidiana da cinque anni soltanto. Prima, lo ignoravo perchè non ne capivo l’importanza. Oggi, medito venti misteri al giorno e, per me, si tratta di un momento clou della giornata, perchè rigenera dal di dentro e ti fa davvero sentire la forza dell’amore misericordioso di Dio nel cuore.
    Essendo stato tre settimane fa a Medjugorje, ho assaporato infinitamente quanto il Rosario sia semplicemente un inno d’amore a Maria. Inoltre, la ricorrenza del 7 ottobre è per me anche quella dell’onomastico di mia moglie e del nostro anniversario di matrimonio. Perciò, il Rosario occupa ormai nel mia vita un posto primario che cerco di vivere intensamente ogni giorno come una grazia infinita della presenza costante della Mamma celeste.
    Un forte saluto.

    • Caro Patrice,
      molto bello quello, che hai scritto, e – con il Rosario recitato quotidianamente per intero – puoi essere sicuro della particolare assistenza da parte della Madonna per te e famiglia!
      Ricorda anche me ed anche affinché possa ottenere la grazia di poter vedere pubblicato il mio ultimo libro – “Felice sessualità nella vita cristiana” – che “è fermo” da ormai quattro anni e di cui, proprio in questi giorni, sono in trattativa con la Casa Editrice “Orizzonti di Luce“; ma il momento è molto difficile, soprattutto a causa della crisi economica generale…

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