4 ottobre – san Francesco, patrono d’Italia

Le meraviglie dell’Amore

San Francesco era solito dire: “E’ dando che si riceve!”… Questi tipici paradossi evangelici, le “irrazionalità” dell’amore divino…
Ma c’è, a tal proposito, qualcosa di apparentemente ancora più assurdo: si può addirittura dare anche ciò che non si ha!
Si può, infatti, offrire compagnia e assistenza anche se vivi da solo; sorridere al tuo prossimo, pur avvertendo asfissia tra le spire della tristezza; regalare agli altri la luce, pur trovandoti nell’oscurità; infondere speranza, coraggio, fiducia, nonostante l’avvilente constatazione dei tuoi non pochi fallimenti e per di più – talvolta – con la straziante sensazione d’essere ignorato persino dal “Padre tuo, che è nei cieli”.
Però, affinché tali eventi possano davvero realizzarsi, occorre anzitutto  mettere in atto con grande determinazione la propria buona volontà al fine di liberarsi dall’”uomo vecchio”. E dico semplicemente “la buona volontà”, poiché a liberarsi del tutto non ci si arriva mai… Ma – grazie a Dio – Egli ritiene sempre e comunque sufficienti anche solo le nostre buone intenzioni, per poter prodigiosamente agire in noi e per mezzo di noi. Anzi, persino le nostre quotidiane imperfezioni a Lui di cuore offerte, gli danno modo di intervenire con ulteriore incisività.
Più noi – pertanto – guarderemo a Dio e al prossimo, sforzandoci di dimenticare noi stessi e quindi di creare “il vuoto” dentro di noi (più cercheremo di divenire poveri, piccoli, “puri di cuore”) e più copiosamente potremo allora donare a chiunque; e donare persino ciò che, almeno per il momento, ancora non possediamo. Poiché, in effetti, non saremo tanto noi ad agire; bensì sarà lo Spirito Santo, ossia l’Amore stesso, che liberamente potrà operare tramite la nostra persona.
Come, infatti, ebbe la grande gioia di poter constatare quel sacerdote – protagonista del film Diario di un curato di campagna – che infine se ne uscì con questa frase: “Quanto è meraviglioso poter donare ciò che non si ha: miracolo delle nostre mani vuote”.

Paolo Morandi

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3 thoughts on “4 ottobre – san Francesco, patrono d’Italia

  1. Questo tuo articolo mi piace molto per la sua spontanea genuinità e in cui riecheggiano le parole, che padre Livio di Radio Maria ha detto – venerdì, 27 settembre, nella catechesi giovanile – a proposito dell’incontro personale con Dio.
    Dio ci chiama e, per prima cosa, ci manifesta il vuoto della nostra vita; poi ci regala la sua misericordia. Perciò, ogni incontro è l’occasione che Dio ci dà per manifestare la pienezza della sua compagnia e palesarlo nel nostro circondario; anche se si vive da soli.
    Infatti, non c’è limite all’amore di Dio: è tutto in proporzione all’umiltà con la quale accogliamo il suo amore nella nostra vita.
    Un salutone, Paolo!

  2. Grazie, Paolo, per queste riflessioni; soprattutto perché hai dato voce al mio sentire l’amore di Dio… Proprio in questo modo Dio ci ama immensamente, si nasconde perché vuol essere cercato, ci parla perché aspetta da noi miseri un dialogo. Per me è impegnativo amare e credere in Lui; ma il suo amore è così evidente e presente nella mia vita che, misera come sono,… non ne posso più fare a meno!!!

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