La prevalente efficacia del Bene

“Siate dunque perfetti, così come è perfetto il Padre vostro che è in cielo” – disse Gesù (Mt 5, 48).
Ma purtroppo – anche avendone tutta la buona intenzione – la stragrande maggioranza di noi, poveri esseri umani, risulta assai incostante nella via della perfezione.
Però c’è da considerare che “il Signore è buono: eterna la sua misericordia” (Salmi 136, 1). E perciò Egli guarda al positivo dei nostri pensieri e delle nostre azioni; sempre pronto, dunque, a perdonare e persino a dimenticarne il negativo.
Anche perché ogni nostra mancanza è appunto “un bene mancato” – un vuoto più o meno dannoso, ma sempre e comunque inutile – e quindi destinato a scomparire; mentre ogni buona azione è un bene, che nel contempo viene immancabilmente rivestito di divino, e che pertanto produce e continuerà a produrre “molti frutti buoni e duraturi”.
Come, infatti, ci fece pure ben presente Giovanni Paolo II nella sua bolla pontificia – Incarnationis mysterium – a indizione del Giubileo Universale dell’Anno Santo 2000: “La Rivelazione insegna che, nel suo cammino di conversione, il cristiano non si trova solo. In Cristo e per mezzo di Cristo la sua vita viene congiunta con misterioso legame alla vita di tutti gli altri cristiani nella soprannaturale unità del Corpo Mistico. Si instaura così tra i fedeli un meraviglioso scambio di beni spirituali, in forza del quale la santità dell’uno giova agli altri ben al di là del danno che il peccato dell’uno ha potuto causare nel loro complesso”.

Paolo Morandi

Annunci

lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...