Eucarestia e fede

Rivolgendosi all’eterno Padre, poco dopo l’istituzione dell’Eucarestia, Gesù disse: “Io ti ho fatto conoscere a loro e ti farò conoscere ancora; così l’amore, che hai per me, sarà in loro e anch’io sarò in loro” (Giovanni 17, 26). Ed inoltre le ultime sue parole, poco prima dell’Ascensione, furono: “Insegnate ad ubbidire a tutto ciò che vi ho comandato. E sappiate che io sarò sempre con voi, sino alla fine del mondo” (Matteo 28, 20).
Tutti noi, pertanto, abbiamo la possibilità di ottenere una pressoché incredibile fusione con la Divinità!
Nonostante la nostra piccolezza – limiti, difetti ed anche eventuali peccati, persino se gravi – il Signore vuole vivere non solo con noi, bensì pure in noi e sempre rispettando il nostro consenso: basta, dunque, che lo vogliamo.
Si tratta di un dono incommensurabile, ma ben pochi arrivano a rendersene veramente conto. Eppure si tratta di una delle meravigliose prerogative della nostra religione: un’istituzione, che sta a dimostrare sia l’incomparabile misericordia che l’infinito amore del Cielo.
La Chiesa prescrive di ricevere l’Eucarestia almeno una volta all’anno e nel periodo pasquale, ma anche questo sta a dimostrare quanto tale sacramento sia ben lontano dall’essere dai più ben compreso.
Gesù ha pure detto: “Venite a me, tutti voi che siete stanchi e oppressi, io vi darò ristoro” (Matteo 11, 28). Ed inoltre, fin già nell’Antico Testamento, possiamo trovare scritto: “Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore” (Salmi 37, 4).
Allora è come se ci trovassimo a camminare nel deserto, assetati e con pochissima acqua; molto vicino a noi vediamo un’oasi e una persona, che ci invita a dirigerci verso una sorgente. Ma non ci crediamo: pensiamo ad un miraggio e continuiamo nel nostro faticosissimo percorso, rischiando persino di morire… La fede, pertanto, ecco!
Il Signore vuole soprattutto una nostra profonda fede; poiché le pratiche religiose, persino le più edificanti e stupende, da sole non bastano.
Infatti conosco persone, che – pur partecipando regolarmente alla Messa quotidiana e comunicandosi sempre – non mi risulta che siano un gran che felici. Di sicuro ottengono un certo sostegno per le varie difficoltà della loro vita, ma perché di sovente si sentono ancora “affaticate e oppresse”? E solo, inoltre, poche parole per coloro che trascurano ogni pratica religiosa: anche se spesso capita che per un certo tempo possano vivere in un relativamente tranquillo quanto incosciente tran-tran, di norma prima o poi si sentono all’improvviso crollare il mondo addosso.
Il Signore ama ognuno di noi ed elargisce a tutti le sue grazie; ma molto volentieri – e non di rado – interviene anche con autentici miracoli nei confronti di quelli, che davvero si affidano totalmente a Lui.

Paolo Morandi

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3 thoughts on “Eucarestia e fede

  1. Scritto da meditare e come molti altri da rileggere, anche a distanza di tempo. Provo, quanto meno tento, di dare una mia risposta personale alla domanda che rivolgi ai credenti: “Perché ci si sente affaticati e oppressi”?
    Credo che faccia parte della condizione umana di chi vive quello, che tradizionalmente è detto “il tempo della prova”. E credo anche che sia, paradossalmente, un bene sentirsi affaticati e oppressi: mi viene in mente il passo evangelico dove Gesù invita tutti quelli – che per l’appunto si sentono così – ad andare da Lui, ad accostarsi a Lui, per essere da Lui stesso ristorati.
    Guai a me, perciò, se non sentissi il bisogno d’essere sfamato e dissetato da Gesù: sarei davvero in pericolo nel momento in cui non sentissi più fame e sete di “Cielo”.

    • Mi piace il tuo commento, in particolare quando accenni al “tempo della prova“.
      Ossia, ritengo che tu voglia dire che è inevitabile e specialmente per chi si impegna nella vita cristiana… Però non dimentichiamo che Gesù ha parlato pure di “giogo dolce e peso leggero“: questo vuol dire che – con un personale aumento della fede – è possibile superare ogni prova, sia per il proprio bene che per quello del nostro prossimo ed anche dell’intero Corpo Mistico.

  2. Ho letto il tuo articolo, l’ho trovato molto profondo e intelligente. Credo che possa dare una marcia in più anche a molti che – pur frequentando la Messa – si chiedono a volte dove sia Dio e perché permetta il male nel mondo, non rendendosi conto che forse sono loro stessi che dovrebbero fare di più (per mezzo della fede e quindi di Dio stesso).

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