L’autentico amore

“Si giunge al vero amore, solamente quando si incomincia ad amare anche ciò che costa” (santo curato d’Ars).
Questo vuol dire che l’amore umano non è fatto di solo sentimento, spontanea disponibilità e attrazione fisica più o meno avvertita; bensì è soprattutto impegno al fine di procurare benessere psicofisico in una qualunque persona, che in un qualsiasi momento troviamo accanto a noi.
Ne consegue, e tanto più in un assai prossimo secondo tempo, che costi sempre una certa fatica. Ma poi con il proseguire ad accettarla si finisce anche con accoglierla di buon grado e persino davvero con l’amarla!
E’ il caso di una mamma, che si alza di notte, per allattare il suo bambino; ed è stata anche una mia esperienza quando dopo avergli somministrato un antibiotico avevo vegliato mio figlio fino all’alba, cambiandogli di continuo delle bende bagnate sulla fronte, sui polsi e sui piedi, perché aveva la febbre molto alta. Lui, di appena sei anni, ad un certo punto aveva lentamente aperto gli occhi e d’improvviso mi aveva poi abbracciato: non era mai stato nelle sue abitudini l’abbracciarmi e la febbre aveva raggiunto quasi i quaranta, ma sicuramente doveva aver comunque avvertito che in quei momenti il papà lo stava amando più del solito…
L’amore però può facilmente incappare in un grave malinteso, specie per colui che lo mette in pratica; e cioè l’autogratificazione! Molti anni fa, infatti, un giovanotto mi raccontò che aveva deciso di fare del volontariato per qualche mese; ma, solo verso la fine di tale periodo, si era poi reso conto che tutto il suo operare non gli era derivato da un’autentica generosità d’animo, bensì da un’impellente ricerca di personale gratificazione.
Ed esiste inoltre anche il frequente equivoco di credere che sia vero amore il “donare” denaro o sia pure le personali convinzioni e i soggettivi suggerimenti del caso a una o più persone. Senza appunto accorgersi che invece si tratta di autentiche imposizioni, dettate da uno pseudo interessamento, poiché sono sempre sostenute dall’esaltazione della propria personalità.
Non di rado può infatti capitare che i “beneficiari” non abbiano alcun bisogno né dei consigli e persino nemmeno del denaro, ma aspirino ad un qualcosa di assai diverso che però il “donatore” tutto preso dalla considerazione di se stesso non vuole o non riesce nemmeno a comprendere.
Per poter amare davvero, occorre allora anche una buona dose di umiltà: sapersi quasi annullare per poter bene accogliere il nostro prossimo, ascoltarlo, comprenderlo, e se possibile realizzare, quindi, ciò che egli si aspetta da noi.
Tutto ciò ci viene pure ricordato finanche dall’Antico Testamento e persino a proposito dei nostri rapporti con il Signore: “Se ti offro un sacrificio, tu non lo gradisci. Poiché, per te o Dio, vero sacrificio è soltanto lo spirito pentito” (Salmi 51, 18).
Ma l’amore, infine, si manifesta anche tramite la devota ubbidienza: “Se uno mi ama, metterà in pratica la mia parola” (Giovanni 14, 23). Ed inoltre: “Figli, davanti al Signore avete il dovere di ubbidire ai vostri genitori, perché così è giusto. Non è certo, dunque, un caso che il comandamento ‘Onora il padre e la madre’ sia l’unico comandamento accompagnato da questa promessa: perché tu sia felice e possa godere lunga vita sulla terra” (Efesini 6, 13).
L’autentico amore, allora, non potrà mai diminuire o tanto meno dileguarsi; ma, al contrario, è indirizzato ad aumentare nel tempo e fin nell’eternità.

Paolo Morandi

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